I progetti
Bottega teatrale
Nel 2006, Gianni Mongiano si fa promotore di un progetto pilota, in collaborazione con la Città di Crescentino e la Regione Piemonte di una “Bottega artistica” con disabili ed anziani problematici, insieme ai quali dà vita ad un sorprendente e poetico laboratorio teatrale su “Re Lear” di W. Shakespeare di cui è testimonianza il documentario “I ragazzi e le ragazze che amano Shakespeare”.
Ispirandosi alla vita coraggiosa di due ragazze disabili conosciute nella “bottega artistica”, scrive soggetto e sceneggiatura del film “IL MARE NON BAGNA LE NUVOLE” che, interpretato dalle stesse ragazze, dirige tra il 2008 e l'inizio del 2009, autoprodotto, e con un piccolo contributo regionale.
Questo film rappresenta, la sua opera prima cinematografica.
IL MARE NON BAGNA LE NUVOLE (SINOSSI).
Tra
le 10 del mattino e le 6 del pomeriggio di un giorno d'estate.
Tre
storie parallele.
Silvia
ha trent'anni, disabile dalla nascita, divide la sua vita con i
genitori, appartata nella cameretta dove guarda continuamente films.
Anzi ormai sempre lo stesso film che parla di un uomo sperduto
su di un'isola deserta. Il suo sogno è di andarci anche lei
con il suo inseparabile amico Wilson ( una palla coni capelli ). In
attesa di un lavoro che non arriva ( sempre rifiuti ), esce
solo per andare alla messa. Nonostante non abbia l' uso delle
gambe, guida la macchina.
Anche
Clara ha trent'anni e nove anni fa ha avuto un terribile incidente,
di cui non ricorda nulla. E' stata in coma un sacco di tempo.
Ora a poco a poco sta cercando di tornare ad una vita normale.
Il suo corpo, bellissimo, è rimasto duramente segnato dall'incidente.
Anche la testa fa un po' fatica. Ma Clara è molto attiva,
va in piscina, aiuta in biblioteca e frequenta una scuola di
teatro. Recita continuamente alle amiche poesie dedicate al
mare: proprio sulla spiaggia aveva un appuntamento, quel giorno
maledetto di nove anni fa. Anche Clara guida la macchina.
Francesco
sta in una casa di riposo, ha più di 70 anni, è solo, e passa
più tempo sulla carrozzina elettrica (non può più camminare) che
in camera. Va a trovare il suo amico Nico, che pesca al fiume e
a cui racconta storie mitologiche che legge in un libro. Il suo desiderio
è di fare una crociera nel mediterraneo. Nico gli chiede: "
Ma come farai? " " Non lo so, è un mistero. "
risponde Francesco.
Silvia
esce per andare alla messa, ma proprio davanti alla chiesa
vede un cartellone pubblicitario di una mostra di manifesti e
cimeli cinematografici. E allora niente messa e via alla mostra.
Lì
trova tutti i suoi idoli, Kubrick, Chaplin ( in carne ed ossa ), The
Blues Brothers, etc.. C'è anche un box dove chi vuole viene filmato
per tre minuti e può cantare, recitare, raccontare la propria vita.
Silvia si diverte tantissimo e si fa filmare. Dice che vuole andare
sull'isola deserta con Wilson e che non vuole baci di consolazione.
Quando esce dalla mostra viene apostrofata da dei
giovinastri che la irridono e la insultano. Torna a casa scossa.
Clara
in piscina con le sue amiche, scopre che al teatro della città ci
sono i provini per il film " Il mare non bagna le nuvole ". Cercano
una ragazza bella e intrigante! Clara decide che vuole andarci
anche lei. Le amiche cercano di dissuaderla ma senza successo.
Clara sale in macchina e va in biblioteca, poi alle quattro andrà
al provino. Clara dà ottimi consigli in biblioteca ed è tutta eccitata
al pensiero del provino. L'incontro con il regista sarà però
traumatico. Clara piange e decide di tornare a casa.
La
sua automobile fa strani rumori.
Francesco
si è attardato troppo dal suo amico Nico. Cerca di tornare
a casa più velocemente che può, ma ad attenderlo c'è un'infermiera
che lo sgrida e gli fa saltare il pranzo chiudendolo in camera.
Un'inserviente e due amiche della casa di riposo gli verranno
in aiuto beffando l'infermiera. Arriva però il funzionario, che
dopo una solenne ramanzina gli vieta per un po' di tempo l'uso della
carrozzina. Ancora l'inserviente gli sarà complice e sfilerà le chiavi
della carrozzina elettrica dalle tasche dell'infermiera.
Luigi decide che è il momento della crociera. Si sono fatte le 5 del pomeriggio. Prima però va a salutare Nico, che gli augura buona fortuna. Francesco si dirige verso il mare, tra macchine, camion e strade asfaltate che fanno un po' paura.
Silvia,
che s'è rimessa a guardare il "suo film" per la
disperazione dei
genitori, riceve la settimanale visita della psicologa che armeggia
tutto il tempo con il telefonino durante il colloquio e se ne
va dopo poco. Ancora triste per "l'incidente del mattino", prende
con sé Wilson e decide di partire sotto gli occhi dei genitori.
La
macchina di Clara si è definitivamente fermata a metà collina, là
dove il telefono non prende e nessuna macchina si ferma. Ma ecco
che arriva Silvia che sta scendendo la stessa collina, chiede se
ha bisogno di aiuto e si offre di accompagnarla a casa. Conosciuta
la destinazione di Silvia (l'isola deserta), Clara chiede se...magari...potrebbe..
venire anche lei.
"
Ma allora non è più deserta" dice Silvia.
Wilson
però approva. Inversione di marcia.
Ormai
già in pianura, che cos'è quell'aggeggio in mezzo alla strada che
ostruisce il passaggio? E' Francesco sulla carrozzina.
E
che ci fa ora la carrozzina nel prato? Forse un incidente? Noh, il mistero
è chiarito. Sono tutti e quattro sulla stessa automobile.
Già
si sente il rumore del mare.
NOTE DI REGIA
Il film " Il mare non bagna le nuvole", scritto e diretto da Gianni Mongiano è il risultato finale di un progetto artistico, denominato "bottega teatrale" che ha impegnato per più di due anni disabili e anziani in un laboratorio permanente dedicato a teatro e cinema, e che già aveva originato nel 2007 il documentario " I ragazzi e le ragazze che amano Shakespeare " ispirato a Re Lear.
Il film prodotto da Regione Piemonte, Città di Crescentino e Nuova Compagnia Amici del Teatro, interpretato nei ruoli principali da attrici e attori non professionisti, si avvale della collaborazione in alcuni ruoli minori di giovani attrici ed attori di teatro che hanno aderito in amicizia alla realizzazione del film.
La storia si svolge nell'arco di poche ore di una giornata molto particolare nella vita di Silvia e Clara, due ragazze disabili trentenni, e di Francesco, un anziano signore che vive in una casa di riposo. Tre storie parallele che soltanto alla fine in modo inatteso e fantastico si intrecceranno poeticamente.
Silvia ama il cinema alla follia e si è innamorata a tal punto di un film che lo riguarda tutti i giorni e sogna di vivere come il protagonista. Clara ha un sacco d'interessi, il nuoto, il teatro, il mare che gli ricorda l'ultimo appuntamento prima del terribile incidente. Francesco legge libri di mitologia a tutti quelli che incontra, e sogna di fare una crociera nel Mediterraneo...
La sceneggiatura, frutto della fantasia dell'autore-regista, ma ispirata alla vita reale degli interpreti principali, affronta in modo delicato ma impietoso il tema del disagio sociale che investe "persone" costrette da un destino maligno e crudele a subire l'ostilità di un mondo che fa fatica ad accettarle. Ma la voglia di vivere e le aspirazioni di queste "persone" sono più forti dell'intolleranza e soprattutto dell'indifferenza.
Ad ascoltarli, Luigi,
Elisa e Cristina, staresti per ore...
Però quell'affezionarsi,
giorno dopo giorno, ti sembra inutile e vuoto. Sai che vorresti fare
qualcosa di importante per loro, ma in che modo?
Ti accorgi che sei tu che, guardandoli ed ascoltandoli, pensi continuamente al loro destino crudele, alla loro sfortuna sfacciata, e ti verrebbe voglia di prendere a calci il mondo. Loro no, loro pensano al domani, loro sono creativi, sono curiosi più di te, studiano, leggono, vanno ai concerti, a teatro, al cinema, sarebbero sempre sorridenti se ogni tanto qualcuno non fosse lì a ricordare loro, consapevolmente o no, che sono diversi e ingombranti. E quel disagio degli altri, loro l' avvertono ma fanno finta di niente: anzi sono loro che provano a mettere “gli altri” a proprio agio, quasi quasi si invertono le parti. E a me , giorno dopo giorno, è successo di sentire nell'animo di aver bisogno di loro, più di quanto loro non avessero bisogno di me.
Ci siamo conosciuti alla “Bottega teatrale”, un progetto da me ideato, in cui erano coinvolti disabili ed anziani. Avevo letto un libro di un regista americano, Bob Smith, che aveva, dopo i 50 anni, lavorato solo più con anziani, a New York, leggendo, commentando e recitando con loro testi shakespeariani.
Ho provato a fare la stessa cosa in un piccolo ambiente di provincia. Un azzardo presuntuoso. Invece no. Mi si presentano tanti anziani, alcuni anche problematici, e queste due ragazze, una, Elisa, disabile dalla nascita, senza l'uso delle gambe, l'altra, Cristina, che si stava lentamente e faticosamente riprendendo da un lungo coma, provocato da un terribile incidente stradale, che le ha lasciato segni indelebili nel fisico e nella mente.
Lavoriamo mesi e mesi ad un ambizioso Re Lear di Shakespeare. Un “allestimento” molto particolare: al posto del trono, il re (“il mio attore” si chiamava Luigi) impartisce gli ordini e divide i suoi averi alle figlie, dall'alto della sua carrozzina. Elisa si impadronisce della parte di Gonerilla, la figlia più perfida; Cordelia, la figlia minore, è interpretata da un' “attrice” ottantenne, mentre Cristina forse per emulazione nei miei confronti, mi affianca come aiuto-regista. Questo lavoro, realizzato tra il 2007 ed il 2008, viene ripreso in un documentario dal titolo “I ragazzi e le ragazze che amano Shakespeare”.
Al di là del risultato artistico, da molti giudicato notevole, e dell'incredibile coinvolgimento emotivo delle persone coinvolte, l'evento più significativo riguarda proprio me, che ho finalmente imparato ad ascoltare .Ho imparato a capire da loro come si debba ostinatamente coltivare i propri sogni, senza stare sempre a piangersi addosso, o a lamentarsi della propria condizione. E, per una volta magari, lasciarsi trasportare dalle emozioni e dall'istinto senza ragionare troppo, e se mi frulla da un po' di tempo l'idea di scrivere una sceneggiatura sulla loro vita, non stare a calcolare che giovamento ne potrò trarre. E scoprire, a conti fatti, che se per loro questa avventura è stata una straordinaria terapia, altrettanto lo è stata per me.
Ed allora attingendo alle loro storie, alle loro fantasie, mai prevedibili, mai monotone, ed al loro sfrenato attaccamento alla vita, ho provato a regalare a loro e a me un racconto cinematografico, ispirato alle loro vite reali, seguendo la mia creatività ed i loro suggerimenti. Ecco la genesi di questo film, che Elisa, Cristina, Luigi hanno poi interpretato, tra mille difficoltà ma con inesauribile entusiasmo. Un film sulla diversità e sulla difficoltà del mondo di accettare e di accogliere gli sfortunati, i deboli, gli emarginati. E senza alcuna morbosità di raccontare eventi eclatanti, fortemente drammatici. ma solo la voglia di esprimere con leggerezza e serenità la fatica del vivere quotidiano tra sorrisini di consolazione, piccoli sgarbi e compatimenti consolatori. “La bottega teatrale” si è trasformata in “cinematografica”. Ma nessuno si è trovato spaesato, a ciascuno è stato ritagliato un ruolo davanti o dietro la macchina da presa. Il lavoro sul set è stato quanto di più gioioso e frenetico ci si potesse attendere. Gli attori principali, appunto Luigi, Elisa e Cristina, hanno interpretato le parti dei protagonisti, ispirati in qualche modo alla loro vita, offrendo, al di là della loro inevitabile inesperienza, una prova di commovente spontaneità e nello stesso tempo di sorprendente professionalità. Resteranno sempre impressi i loro sguardi, i loro sorrisi, la loro voglia di normalità da scrutare negli occhi degli altri.
Intitolazione del Teatro Auditorium di Crescentino a Cinico Angelini
C. Angelini è stato direttore d'orchestra dell'EIAR e dei primi festival di Sanremo. Spettacolo in preparazione con Piero Bosso.
A cura del Comune di Crescentino
Coordinamento artistico: Gianni Mongiano
Date: 25/26/31 marzo 2006